Chirurgia Plastica Mini Invasiva a Milano
Il tumore del retto e dell'ano: a cosa è dovuto?

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Il tumore del retto

quando si forma un carcinoma nella mucosa rettale
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Luisella Troyer - MioDottore.it
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c’è una particolare forma di neoplasia che, dopo i 50 anni, si dimostra come la seconda forma tumorale (dopo il tumore alla prostata negli uomini e quello alla mammella nelle donne(, con incidenza maggiore nel sesso maschile.

rappresenta il 11,5% di tutte le neoplasie conosciute, e solo in Italia si rilevano 40 casi ogni 100 000 abitanti ogni anno.

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è il tumore del colon-retto, un killer quasi sempre silenzioso ed invisibile, che deve mettere giusta apprensione proprio per la sua assenza di sintomatologia, se non negli stadi finali della sua evoluzione.

leggi questa pagina per scoprire che cos’è il cancro al retto, come si origina e quali sono le terapie che possono eradicarlo.

Che cos’è il tumore del retto?

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polipi del retto

il tumore, o carcinoma del retto è una forma neoplastica che origina della mucosa dell’ultima parte dell’intestino, cioè il corto tubo del retto, comprendente anche la zona del canale anale e dell’orifizio anale.

Gran parte dei tumori del retto originano da un adenoma della mucosa, cioè un polipo.

Il processo di trasformazione di un polipo del retto in un cancro è, solitamente, un percorso che richiede molti anni, durante i quali è possibile intervenire chirurgicamente per eliminare la lesione pre-cancerosa.

il cancro del retto non è che una forma del più esteso cancro del colon-retto, cioè quella forma tumorale che può colpire tutto l’intestino crasso.

per la precisione, il tumore del retto compone, a livello percentuale, il 30% di tutti i tumori intestinali.

Da cosa origina il tumore del retto?

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condilomatosi rettale

l’origine del cancro del retto non è dissimile da quella delle altre forme tumorali: è una degenerazione cellulare incontrollata e maligna che, in questo caso, ha nella mucosa rettale o anale il punto di partenza.

Come detto poco in alto, la maggior parte delle formazioni tumorali maligne nascono da lesioni considerate pre-cancerose, come ad esempio i polipi del retto e dell’ano e, non secondariamente, i condilomi anali non adeguatamente rimossi.

oltre a queste lesioni pre-tumorali, esistono poi degli accertati fattori di rischio:

  • Età over 50;
  • Abuso di alcol e consumo di tabacco;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Dieta povera di fibre e ricca di grassi;
  • Familiarità con episodi di cancro al colon o al retto;
  • La malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa

Quali sono i sintomi del tumore del retto?

il tumore del retto, non dissimilmente da altre forme tumorali, è asintomatico negli stadi iniziali.

i primi sintomi cominciano a presentarsi sono a stadiazione avanzata, e non sempre sono avvertiti con tempestività dal paziente.

il primo dei sintomi tipici, spesso sottostimato poiché condiviso anche con la benigna patologia emorroidaria, è il sanguinamento anale durante o subito poco dopo la defecazione (ematochezia).

negli stadi avanzati, a seconda anche del volume totale della massa tumorale e della sua eventuale penetrazione negli sfinteri e nel pannicolo adiposo peri-rettale, l’ematochezia può tramutarsi anche in una rettoragia, cioè una vera e propria emorragia anale anche non associata alla defecazione.

oltre al sanguinamento anale, possono comparire anche diversi altri sintomi associati, del tipo:

  • Tenesmo, cioè sensazione di non aver completamente evacuato;
  • Alterazione cronica dell’alvo, che spesso risulta perennemente malformato;
  • Impellenza della defecazione, che solvente risulta dolorosa;
  • Dolore al perineo o alle pelvi

va necessariamente ribadito che questi sintomi possono essere o non essere presenti, così come l’ematochezia.

uno dei pericoli maggiori del cancro del retto è, difatti, quello di poter essere totalmente asintomatico sino allo stadio finale, quando è ormai avanzato in profondità nei tessuti e il trattamento risulta quindi complicato.

non c’è dunque da meravigliarsi se il consiglio medico preponderante è quello della diagnosi precoce, utilizzando i moderni protocolli di screening attualmente disponibili a basso costo e di veloce esecuzione.

Consigli proctologici

Molto spesso, perdite di sangue dall'ano durante o poco dopo la defecazione (ematochezia) mettono in totale angoscia il paziente, che pensa subito di avere un carcinoma al retto.

Tuttavia, la maggior parte degli episodi di sanguinamento anale sono imputabili a patologie completamente benigne, come ad esempio il prolasso emorroidale e la ragade anale.

Difatti (e questa non è una bella notizia per la diagnosi), solitamente i casi di carcinoma dell'ano o del retto danno episodi di sanguinamento solo a stadiazione avanzata, cioè quando ormai la massa tumorale ha acquisito considerevole volume, e le aderenze sono ormai diffuse.

Come si diagnostica il tumore del retto?

la diagnosi di carcinoma del retto è effettuata durante la visita proctologica.

già l’anamnesi del paziente, che deve risultare scrupolosa e rigorosa, deve mirare ad accertare o meno situazioni familiari sospette o condizioni predisponenti (ad esempio, infezioni condilomatose mai curate nel passato).

l'eventuale ematochezia è un sintomo condiviso anche con le emorroidi patologiche, e questo deve essere opportunamente considerato in sede di anamnesi.

all’anamnesi è poi seguita la visita procotologica con l’esplorazione digitale, utile al Medico Proctologo per mettere in evidenza eventuali lesioni tumorali di particolare rilievo.

la visita proctologica è poi obbligatoriamente seguita dalla proctoscopia, effettuata per mezzo della moderna Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

con questo esame, il Medico Proctologo riesce ad ispezionare tutto il retto e il canale anale, per mezzo di uno speciale tubo d’ispezione e una videocamera in alta definizione, capace di catturare anche i più piccoli particolari.

la videoproctoscopia è un esame visivo completo di tutto il canale anale e rettale: se vi è una neoformazione tumorale in quest’ultimo tratto dell’intestino, viene sicuramente rilevata.

in caso positivo, il Medico Proctologo può prescrivere esami diagnostici complementari, per valutare la stadiazione del tumore, come ad esempio l’ecografia endoanale (per rilevare e valutare le aderenze del tumore negli strati profondi della parete rettale e del grasso peri-rettale) o anche una TC Total Body a multistrato.

non di rado, per avere il quadro completo di tutto l’intestino e scongiurare o accertare lesioni anche ad altri settori dello stesso, è prescritta dal Medico Proctologo anche una tradizionale colonscopia.

Qual’è la terapia per il tumore del retto?

la terapia per il tumore del retto o dell’ano è essenzialmente chirurgica.

radioterapia e chemioterapia sono terapie di supporto, spesso prescritte per ridurre le dimensioni della massa tumorale e facilitarne l’asportazione chirurgica, ma che non riescono, singolarmente, ad eradicare la degenerazione tumorale.

l’approccio chirurgico, come sempre, è dato dalla stadiazione del tumore, nonché dal suo posizionamento nel canale ano-rettale.

carcinomi di piccola entità e senza aderenze profonde possono essere rimossi agevolmente con interventi di mini-chirurgia, conservando pressoché intatte tutte le funzionalità ano-rettali.

più la lesione si abbassa, cioè si avvicina all’orifizio anale, e più vi è la possibilità che il Chirurgo debba provvedere all’asportazione totale del retto, abbassando di fatto il colon e unendolo direttamente all’ano, in un intervento chiamato anastomosi colon-anale.

l’intervento da solitamente ottimi risultati, permettendo una guarigione senza dolori per il paziente e senza troppi disturbi, con solo una deviazione temporanea dell’ano (riducibile in pochi mesi) per impedire il cedimento dei tessuti non ancora cicatrizzati.

in una percentuale minoritaria dei casi (dal 10% al 20%) la massa tumorale infiltra i muscoli sfinteri, e questa situazione non lascia alternative alla colostomia definitiva, con deviazione permanente dell’ano.

vi è comunque da specificare che le moderne tecniche chirurgiche, unite allo screening tempestivo e costante, nonché agli indubbi avanzamenti delle terapie chimiche a supporto, riescono a trattare praticamente ogni tipo di tumore del retto e dell’ano, sempre più spesso con micro-interventi a bassa invasività per il paziente.

qualsiasi sia la terapia proposta per il caso clinico specifico, non deve quindi spaventare: l’assenza di dolore è pressoché sempre garantita, così anche la minore invasività possibile.

Ogni quando andrebbe fatto lo screening per il tumore del retto?

lo screening del tumore del retto fa il paio con lo screening per il tumore del colon, ed è consigliato a tutti i soggetti che hanno superato i 50 anni.

tutti, nessuno escluso, anche i soggetti completamente asintomatici.

lo screening viene eseguito mediante l’esame di colonscopia, che può essere sia tradizionale che virtuale.

la colonscopia è un esame che spesso spaventa i pazienti, che hanno sovente informazioni errate e, non di rado, ingigantite o comunque viziate da opinioni soggettive.

in realtà, l’esame in sé è completamente indolore, e il paziente non ricorda neppure di averlo fatto, poiché viene erogato in sedazione profonda.

lo strumento del colonscopio, inoltre, non è solo un mero attrezzo d’indagine passivo, ma può operare direttamente e rimuovere polipi e piccole lesioni, evitando dunque al paziente interventi aggiuntivi.

Bisogna allarmarsi quando si vedono delle tracce di sangue sulla carta igienica o sulle feci?

no, non bisogna allarmarsi, ma bisogna indagare.

e per farlo, è necessario eseguire per prima cosa una visita specialistica proctologica.

l’ematochezia, cioè la perdita di sangue dall’ano durante la defecazione, nella maggior parte dei casi è data da patologie benigne come le emorroidi patologiche o una ragade anale, ma potrebbe anche essere il sintomo di un carcinoma al colon-retto.

ecco perché non c’è bisogno di spaventarsi, ma di ricorrere subito alla visita di uno specialista.

Qual’è il Medico a cui bisogna rivolgersi in caso si sospetti di un tumore al retto?

lo specialista sanitario la cui competenza particolare è l’ultimo tratto dell’intestino è il Medico Proctologo.

il Medico Proctologo è il camice bianco che ha profonda esperienza nelle patologie del retto e nel canale anale, e che utilizza tutti gli strumenti diagnostici utili ad indagare senza dolore e senza fastidio, come ad esempio la Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare, perfezionata in Proctologia e Colonproctologia, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via della Moscova, 60.

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Quindi ricorda che...
  • il tumore al retto è un tipo di crancro che genera dalla mucosa ano-rettale;
  • statisticamente, il tumore del retto compone circa il 30% di tutti i tumori intestinali;
  • purtroppo, come molti altri tipi di carcinoma, anche il tumore del retto non da particolari sintomi nelle fasi iniziali;
  • i sintomi del tumore del retto avvengono quasi sempre negli stadi avanzati della malattia, e spesso sono fongusi con quelli di altre patologie, quali le emorroidi;
  • lo screening del colon è un esame obbligatorio per ogni persona over 50, anche se in perfetta salute;
  • la moderna chirurgia può curare il tumore del retto, se preso per tempo;
  • non bisognerebbe mai procrastinare la visita di controllo proctologica e la colonscopia di screening: sono atti medici salva-vita, poiché spesso il tumore del retto è totalmente asintomatico;
  • non bisogna spaventarsi se si notano tracce di sangue nelle feci o sulla carta ingienica, poiché potrebbe trattarsi anche di una patologia benigna, e non necessariamente di un tumore al retto;
  • se si nota un sanguinamento anale dopo la defecazione, quello che bisogna fare è rimanere calmi e prenotare una visita proctologica

Avviso deontologico medico
Nota deontologica

La Proctologia, in Italia, non ha ancora una Scuola di Specializzazione riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione.

Non è quindi legalmente possibile riportare l'aggettivo 'specialista' al Medico Proctologo, poiché tale titolo accademico è riservato solo al Medico che, legalmente, ottiene un Diploma di Specializzazione.

Come branca della Medicina, la Proctologia può essere inquadrata come disciplina chirurgica, che può però allargarsi ed intendersi perfezionamento della Gastroenterologia, della Dermatologia, della Chirurgia Vascolare, dell'Oncologia, della Infettivologia e, non ultimo, anche della Ginecologia.

Questo vuol dire che la formazione del Medico che intende definirsi 'Proctologo' è effettuata prevalentemente sul campo, attraverso l'esperienza diretta e i casi clinici affrontati e risolti, nonché del continuo studio ed aggiornamento professionale.

La Dott.ssa Luisella Troyer, iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Milano, tiene dunque a precisare che ella è un Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Vascolare, e perfezionata poi Proctologo durante il suo trentennale esercizio della professione medica.

Chirurgo Vascolare Proctologo a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

domenica 11 febbraio, 2024

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata in Chirurgia Vascolare e perfezionata in Proctologia.

Sin dal suo percorso come specializzanda, la Dottoressa ha avuto a cuore lo studio e la cura delle patologie proctologiche, in particolar modo delle emorroidi e dei prolassi emorroidari.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore, di cui circa 120 di emorroidectomia Milligan-Morgan.

È uno dei primi Medici ad aver studiato e sperimentato la terapia con scleromousse per le emorroidi patologiche, che la Dottoressa ha giudicato d'elezione per il trattamento non traumatico dei prolassi emorroidari, con statistiche di risoluzione superiori al 95% e pertanto spesso comparabili con l'accesso chirurgico.

In ogni sua visita proctologica la Dottoressa utilizza, a complemento della valutazione clinica, un moderno videoproctoscopio totalmente digitale, di sua ideazione e realizzazione, in grado di catturare in tempo reale flussi video in alta risoluzione, che compone l'esame specialistico denominato Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

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Ormai frequento lo studio da un anno e non credo che cambierò molto facilmente.
Anche il personale è altamente qualificato. Molta disponibilità."
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Studio bellissimo, personale di assistenza professionale."
Gaetano
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