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Le creme e le pomate per le emorroidi: funzionano davvero?

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Creme e pomate per le emorroidi: sono davvero utili?

Cosa ci cela sotto al business milionario delle creme per le emorroidi?
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Luisella Troyer - MioDottore.it
Proctologo in centro a Milano

Sai qual è la prima patologia che colpisce gli esseri umani di tutto il mondo?

In realtà, questo primato viene conteso, praticamente da sempre, da due affezioni specifiche che, curiosamente, riguardano l’inizio e la fine del lungo apparato gastrodigerente umano: la carie dentale e le emorroidi patologiche.

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Già, il prolasso emorroidario è, assieme alla carie dentale, in assoluto la patologia più diffusa in ogni Paese del mondo, sia esso sviluppato oppure in via di sviluppo.

Questo dato ti dovrebbe far subito capire che ‘target’ possono essere, per scopi commerciali, i pazienti affetti dalle emorroidi patologiche: un bacino d’utenza enorme, che aspetta solo di essere ‘soddisfatto’ con un bene.

Un bene possibilmente a basso costo, usabile con facilità, e che prometta risultati di immediato sollievo.

Purtroppo, questo ragionamento squisitamente commerciale è alla base di molte strategie di vendita di una serie pressoché sterminata di aziende farmaceutiche, che da decenni intasano il mercato con ogni genere di crema, unguento o pomata dai presunti effetti benefici sul prolasso emorroidario.

Nella quasi totalità dei casi, questi ‘effetti benefici’ sono del tutto palliativi, e comunque mai risolutivi della patologia emorroidaria che, come andremo ora a vedere in questo articolo, non può essere risolta con una semplice crema.

Leggi questa pagina scritta dalla Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Proctologo, per sapere se le centinaia di creme e pomate che, giornalmente, invadono la TV, i giornali e l’Internet con le loro martellanti pubblicità possono davvero essere un rimedio efficace contro il prolasso emorroidario.

Ah, la Dottoressa ti fa uno spoiler lampo, proprio ad inizio articolo: no, non sono mai un rimedio.

Ed ora andremo a vedere perché.

Cosa sono le emorroidi?

Proctologo in centro a Milano

Le emorroidi sono nei naturali plessi artero-venosi situati all’interno del nostro canale anale, cioè l’ultimissima parte del retto, che porta all’apertura dell’orifizio anale.

Sono dei morbidi cuscinetti formati da vene ed arterie fuse tra di loro, in quella che in gergo medico viene chiamata anastomosi.

Vi sono tre plessi emorroidari principali: laterale sinistro, anteriore destro e posteriore destro, più altri due piccoli plessi definiti secondari.

Il compito delle emorroidi è quello di vascolarizzare tutto il canale anale e, secondariamente, contribuire alla continenza fecale, aiutando lo sfintere interno (quello involontario) a serrare bene l’ano in condizione di riposo.

In un essere umano in buona salute e senza problemi proctologici, le emorroidi non sono neppure percepite, e non creano nessun problema.

Solo quando i plessi si infiammano e, per una lunga serie di cause e fattori scatenanti, estrudono fuori dal canale anale, si parla di patologia emorroidaria, o prolasso emorroidale.

Consigli proctologici

l'effetto benefico che alcune pomate comunemente reperibili in farmacia consentono di ottenere è puramente momentaneo, ed è causato dalla presenza di una piccola percentuale di lidocaina, un noto anestetico locale.

Ma passato l'effetto dell'anestetico, i sintomi del prolasso emorroidario ricominciano, poiché nessuna crema topica può curare la causa originaria della malattia emorroidaria, che rimane l'estrusione meccanica dei plessi nel canale anale, data dallo sfiancamento dei tessuti di supporto.

Cos’è il prolasso emorroidale?

Proctologo in centro a Milano

gavocciolo emorroidario di iii grado

Si parla di prolasso emorroidale quando uno o più plessi emorroidari s’ingrossano, si rigonfiano eccessivamente di sangue e, per via della forza di gravità, estrudono verso il basso, verso l’orifizio anale.

Il prolasso emorroidario non ha ancora una causa certa e definita, ma la Medicina ipotizza due cause principali: lo sfinimento dei tessuti di supporto delle emorroidi (la teoria meccanica) e l’aumento di pressione intraddominale, che a sua volta provoca un rigonfiamento dei plessi e un aumento di afflusso sanguigno (la teoria emodinamica).

Col prolasso emorroidale le emorroidi lentamente estrudono dalla loro posizione originaria e si avvicinano all’orifizio anale, uscendo fuori da esso nei casi gravi e finali della patologia.

Perché le emorroidi prolassano ed escono fuori dall’ano?

Proctologo in centro a Milano

il chirurgo proctologo è il medico con grande esperienza nella proctologia

Come detto poco in alto, la Medicina non ha ancora trovato una spiegazione univoca al prolasso emorroidario, ma le due teorie principali, cioè quella meccanica e quella emodinamica, sono sospettate di essere parte dello stesso problema.

Il naturale invecchiamento genera un rallentamento del metabolismo e, di conseguenza, una diminuzione della qualità e della quantità di collagene ed elastina, proteine essenziali dei nostri tessuti connettivi, che fanno rimanere ben ancorate le emorroidi alla parete anale.

D’altra parte, aumenti cronici della pressione intraddominale, ad esempio durante la gravidanza, il parto, alcuni sport e lavori usuranti, o semplicemente dati dalla stipsi cronica e mai adeguatamente curata.

Quest’aumento di pressione intraaddominale comporta un aumento della pressione vascolare, che a sua volta rigonfia sempre più i plessi emorroidari e, complice anche lo sfiancamento meccanico, porta all’inizio del prolasso.

Si può essere predisposti per le emorroidi?

Proctologo in centro a Milano

emorroidi sanguinanti e congestionate viste all'esame di videoproctoscopia elettronica

La Medicina ha da tempo appurato che la patologia emorroidaria non è ereditaria in sé, ma è ereditaria invece la qualità dei tessuti del sistema venoso, in particolare della parete interna delle vene.

E le emorroidi sono anche vene, quindi tessuto endoteliane venoso misto a tessuto arterioso.

Da ciò, si può capire che, in presenza di familiarità con patologie venose, come ad esempio madre o padre con insufficienza venosa cronica, vi è un rischio maggiore di sviluppo della patologia emorroidale.

Fermo restando che, comunque, per iniziare il prolasso vi è bisogno di un fattore scatenante, o anche più fattori scatenanti, come ad esempio l’aumento dell’età, la vita sedentaria, il parto o la stipsi cronica (tanto per citarne alcuni).

Consigli proctologici

la stipsi cronica è quella condizione patologica che impedisce di evacuare normalmente e su base giornaliera feci morbide e ben formate.

La stipsi, chiamata anche stitichezza, ha molte cause, alcune volte congenite (ad esempio, dalla lunghezza anomala del colon) altre volte date da errate abitudini alimentari.

La stipsi è un noto fattore scatenante delle emorroidi patologiche, poiché lo sforzo continuo nel ponzamento che il paziente deve compiere per tentare di espellere feci troppo dure causa un aumento della pressione intraddominale.

Tale aumento sfianca i tessuti di supporto che ancorano le emorroidi alla parete del canale anale, causando, a lungo andare, l'inizio del loro prolasso.

Quali sono i fattori scatenanti delle emorroidi?

Proctologo in centro a Milano

Parlando di emorroidi, si definiscono fattori scatenanti tutti quei fattori secondari, cioè acquisiti nel corso della vita, che possono peggiorare le cause primarie oppure far ‘scatenare’, per l’appunto, la causa del prolasso.

I fattori scatenanti delle emorroidi noti da tempo alla Medicina dunque sono:

  • La stipsi cronica;
  • La gravidanza ed il parto;
  • Il sovrappeso e l’obesità;
  • La vita sedentaria;
  • Una dieta povera di fibre e giusta idratazione;
  • Alcuni sport, come il sollevamento pesi e il ciclismo;
  • Alcuni lavori che richiedono molto tempo in posizione ortostatica;
  • Alcuni lavori di fatica, che richiedono il sollevamento quotidiano di pesi

Questi fattori possono anche sommarsi, a seconda degli stili di vita del paziente, peggiorando ancora di più la probabilità d’inizio del prolasso emorroidario.

Quali sono i sintomi delle emorroidi patologiche?

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emorroidi di ii grado congeste e prolassate

Le emorroidi patologiche si manifestano sintomatologicamente con una serie di disturbi la cui gravità varia al variare della gravità stessa del prolasso dei plessi.

Sebbene la sintomatologia possa dunque variare molto, anche in base al paziente, generalmente sono presenti questi elementi:

Sanguinamento, solitamente alla defecazione

Il sanguinamento, con ematochezia (perdita di sangue rosso vivo) è un elemento distintivo delle emorroidi patologiche, ed è causato dallo sfregamento delle feci, specie se dure, proprio sulla parete esterna prolassata delle emorroidi durante la defecazione.

L’ematochezia può essere gocciolante, lasciare residui e strisce di sangue rosso vivo su feci oppure sulla carta igienica, oppure può palesarsi come piccoli grumi di sangue già coagulato, di cui il paziente si accorge solo pulendosi.

Spesso questo sintomo mette autentico terrore al paziente, che pensa di essere affetto dea patologie maligne, e lo spinge a correre d’urgenza dal Medico;

Bruciore durante la defecazione

Il bruciore durante la defecazione è un altro sintomo tipico delle emorroidi prolassate, e si manifesta per il passaggio dei batteri, di cui le feci sono cariche, sulla mucosa lesionata delle emorroidi.

Il bruciore si comincia ad espandere già durante la defecazione, e di solito passa dopo pochi minuti dalla fine dell’atto, ma a volte (specie se le emorroidi sono associate ad intensa proctite) può durare anche ore dopo l’evacuazione;

Prurito anale

La mucosa anale, al contrario della cute esterna, non ha uno strato corneo che la protegge, ad esempio durante un’infiammazione.

Per tentare di proteggersi dunque, il corpo aumenta la produzione di muco, cioè quella sostanza viscosa prodotta dalle ghiandole mucipare che lubrifica il canale anorettale e, al contempo, svolge una protezione naturale della mucosa.

Le emorroidi sono viste dal corpo come un’infiammazione della normale condizione fisiologica, e dunque la mucosa, per proteggersi, aumenta la produzione di muco.

L’iper-produzione di muco generata dal prolasso emorroidario rende il canale anale e l’ano molto umido, e questo porta a macerazione la cute, che s’infiamma e sviluppa dunque una proctite, cioè una dermatite topica del canale ano-rettale.

A sua volta, la proctite si estende anche all’orifizio anale, causando una peri-anite, con conseguente bruciore, rossore, sensazione di calore e prurito anale.

C’è una classificazione per la gravità delle emorroidi?

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emorroidi congeste di ii grado viste all'esame della videoproctoscopia elettronica

Sì, esiste una scala di gravità basata su quattro stadi, di ordine progressivo a seconda del volume del prolasso:

Emorroidi di I stadio

Il prolasso emorroidario è minimo, e le emorroidi risultano ancora tutte dentro il canale anale, e pertanto non osservabili dall’esterno.

Raramente danno origine a sanguinamento, che comunque può esservi, mentre è più probabile la sensazione di corpo esterno nell’ano, che spesso i pazienti riportano, specie dopo aver defecato;

Emorroidi di II stadio

Il prolasso emorroidario estrude fuori dall’ano solo durante la defecazione o alcuni sforzi, per poi rientrare spontaneamente subito dopo.

Possono essere presenti sanguinamenti durante la defecazione, bruciore e prurito, causato dall’eccessiva produzione di muco.

Possono comparire dolorosi trombi emorroidari, frutto di una processo di tromboflebite proprio nei plessi estrusi;

Emorroidi di III stadio

Il prolasso emorroidario estrude completamente fuori dall’orifizio anale, ma può ancora essere riposizionato all’interno con adeguata manovra manuale.

Sanguinamenti, dolore alla defecazione accompagnato a bruciore e prurito pressoché costante all’orifizio anale sono sintomi tipici di questo stadio, in cui è sempre possibile la formazione di un doloroso trombo emorroidario;

Emorroidi di IV stadio

Il prolasso emorroidario è permanentemente estruso dall’orifizio anale, e non può essere riposizionato neppure con manovra manuale.

I sintomi sono uguali a quelli del III stadio, solo con la maggiore probabilità di contrarre infezioni e grosse infiammazioni di tutta la zona peri-anale, che spesso rendono difficile anche la normale quotidianità.

Consigli proctologici

qualsiasi crema o pomata, a prescindere dalla sua qualità e dai suoi principi attivi, se usata per troppo tempo nella zona anale e peri-anale causa, alla lunga, una sensibilizzazione della pelle, con conseguente dermatite.

Le aniti (infiammazioni dell'ano e della zona peri-anale) causate dall'uso smodato di creme lenitive per le emorroidi sono un problema frequentissimo nei pazienti affetti dalla patologia emorroidaria, e per questo dovrebbero essere evitate, cercando di limitare l'utilizzo delle preparazioni topiche.

L'uso smodato di creme al cortisone, poi, peggiora il delicato equilibrio batterico della zona anale e peri-anale: tutte le molecole steroidee sono infatti degli immunosoppressori, nonché sono 'cibo' particolarmente ghiotto per funghi, lieviti e muffe.

L'uso prolungato delle creme steroidee sulla zona anale e peri-anale spesso provoca dunque violenti episodi di candidosi anale, nonché può spianare la strada anche ad infezioni opportunistiche, come ad esempio quelle dovute al virus HPV.

Qual è la terapia per le emorroidi?

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l'avanzata scleromousse per le emorroidi patologiche

La terapia per le emorroidi patologiche è direttamente proporzionale al loro stato di gravità, e alla residua elasticità dei tessuti dei plessi.

Emorroidi di lieve entità nei pazienti ancora giovani possono essere trattate con efficacia con la giusta terapia dietetica e l’uso di flavonoidi, confidando nella possibilità di rigenerazione dei tessuti elastici del corpo.

In molti casi, ammorbidendo le feci e sfiammando le emorroidi congeste, esse si ritirano e ritornano, entro certi limiti, nella normale posizione anatomica.

Esistono poi, oltre alla terapia medica, alcune terapie chirurgiche mini-invasive, eseguibili ambulatorialmente, per ridurre lo stato del prolasso.

Alcune di esse sono ormai obsolete, come la legatura elastica, altre non hanno dato pienamente i risultarti sperati, come la dearterializzazione selettiva con tecnica HeLP.

Queste tecniche sono state quasi del tutto soppiantate dalla terapia sclerosante con la nuova scleromousse stabilizzata, eseguibile anch’essa in comodità in ambulatorio.

Le emorroidi di grado elevato, dal III in poi, fino a pochi anni fa necessitavano di necessario intervento chirurgico, eseguito con tecnica di emorroidectomia secondo Milligan-Morgan.

Questo tipo di intervento, radicale ed efficace ma decisamente poco agevole nel post-operatorio, sta venendo lentamente soppiantato dalla terapia sclerosante con scleromousse, dai costi infinitamente più contenuti e dai risultati statistici pressoché eguali (oltre il 95% di pazienti guariti definitivamente).

L’indicazione all’uno o all’altro trattamento è data ovviamente dal Chirurgo Proctologo dopo la visita proctologica e la necessaria proctoscopia, ora sostituita, negli studi medici di alto livello, con la Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

Quanto sono utili le creme e le pomate contro le emorroidi?

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Le emorroidi sono sostanzialmente un problema vascolare e quindi idraulico.

Il cedimento dei tessuti di supporto ed ancoraggio dei plessi emorroidari, lo sfinimento di essi e l’incapacità dell’organismo di ricostruirli con efficacia genera un lento ma progressivo prolasso verso il basso, per via dell’onnipresente forza di gravità.

Più le emorroidi di gonfiano di sangue, più il loro peso aumenta, e di conseguenza i tessuti che le reggono alla parete anale, già provati e sfiancati, collassano ancora di più.

Allo stato attuale della Medicina, non si è ancora arrivati ad una terapia medica certa ed affidabile in grado di rigenerare, o meglio spingere il corpo a rigenerare con efficacia, i tessuti connettivi emorroidari ormai danneggiati.

A parte gli stadi lievi del prolasso in pazienti ancora giovani, dove possono essere ottenuti ottimi risultati modificando la dieta e sfiammando la congestione emorroidaria, gli stadi cronici delle emorroidi patologiche devono tutti essere trattati con terapia distruttiva.

Che sia chirurgica, per mezzo dell’emorroidectomia Milligan-Morgan, oppure medica per mezzo della nuova terapia sclerosante con scleromousse, i plessi emorroidari devono comunque essere rimossi.

Premesso questo, viene logico pensare che nessuna crema o pomata può fare questo.

A prescindere dalla sua qualità e dalla ditta farmaceutica che l’ha prodotta.

Non vi è nessun tipo di crema, unguento o pomata in grado di sclerotizzare o asportare i plessi emorroidari rigonfi di sangue e dal tessuto connettivo ormai sfibrato.

Le pomate che comunemente vengono pubblicizzate, spesso con una massiccia campagna di marketing, al massimo hanno un’azione lenitiva, a volte anche anestetizzante per via della piccola percentuale di lidocaina presente nella preparazione.

Oltre a questo, la loro funzione è nulla nel curare la causa primaria delle emorroidi, cioè il prolasso dei plessi e il loro rigonfiamento ematico.

Consigli proctologici

Essendo la patologia più comune al mondo assieme alla carie dentale, le emorroidi sono un business molto appetibile per le case farmaceutiche.

A rafforzare il senso di una produzione pressoché infinita di prodotti topici (quasi tutti Over-the-Counter, cioè da banco) vi è l'imbarazzo e la paura di molti pazienti, che preferiscono provare soluzioni 'fai-da-te' piuttosto che rivolgersi al Chirurgo Proctologo.

Per molti, risulta più accettabile e riservato tentare di curarsi con creme topiche piuttosto che effettuare una visita proctologica.

Proprio questa - insensata - paura e vergogna è spesso causa di ingiustificabili ritardi nell'inizio delle cure, con progressivo aumento del volume e della gravità del prolasso, che spesso raggiunge livelli talmente elevati da condizionare pesantemente la vita quotidiana del paziente.

Perché il Ministero della Salute allora permette la pubblicità e la vendita di pomate per le emorroidi?

Perché qualsiasi pomata venduta come rimedio per le emorroidi si guarda bene dal definirsi ‘cura’ per la patologia emorroidaria.

In Medicina, per ‘cura’ s’intende la remissione totale e definitiva di tutti i sintomi, ed un ritorno alla normalità fisiologica.

Le pomate per le emorroidi non possono ovviamente garantire questo, e difatti sulla loro confezione e sul loro bugiardino v’è sempre scritto chiaramente che esse svolgono un trattamento sintomatico per le emorroidi patologiche.

In Medicina, ‘trattamento sintomatico’ significa nulla più che un rimedio palliativo, che allevia i sintomi ma che non ha effetto sulla causa della patologia.

Così facendo, i produttori farmaceutici ottengono il benestare dal Ministero della Salute per la vendita di un semplice unguento palliativo, che il marketing aggressivo però, anche giocando e facendo leva sull’ignoranza sanitaria della popolazione, sovente spaccia spesso per rimedio fenomenale.

In realtà, datosi che quasi tutte queste creme ‘anti-emorroidi’ sono semplici farmaci Over-the-Counter (cioè farmaci da banco, senza obbligo di prescrizione medica), la figura che dovrebbe avvertire il paziente sui limiti di simili trattamenti è quella del farmacista.

Purtroppo, spesso per mancanza di adeguata preparazione medica, alcuni farmacisti possono vendere prodotti non idonei per il paziente, che non risolvono la causa ma che anzi, sovente, peggiorano i problemi, facendo ritardare la necessaria visita proctologica e l’inizio di una vera terapia per la risoluzione definitiva delle emorroidi.

Le emorroidi sono la prima patologia al mondo, ricordalo sempre

Ricorda sempre che le emorroidi, assieme alla carie dentale, sono la patologia più diffusa tra gli esseri umani.

La loro incidenza può variare nella popolazione, ma rimane sempre sostenuta in tutti i Paesi del mondo.

In Italia, su una popolazione di oltre 58 milioni di persone, sono dunque molti i pazienti afflitti da patologia emorroidaria, di qualsiasi tipo di grado.

I numeri reali della malattia emorroidaria sono difficili da ottenere, poiché spesso essa è sotto-diagnosticata o mai diagnosticata proprio, per il rifiuto di molti pazienti a farsi visitare dal Medico.

Ma stiamo comunque parlando di numeri altissimi di potenziali pazienti.

Numeri che, difatti, sono intercettati dalle case farmaceutiche, che vendono una quantità semplicemente assurda di pomate, creme ed unguenti di ogni tipo, ma che sono tutti incapaci di curare la causa originaria delle emorroidi.

Un po’ come le centinaia di pomate estetiche per la fantomatica ‘cellulite’, o il guazzabuglio di infiniti prodotti cosmetici per combattere le rughe cutanee.

Business milionari, che fanno sempre presa su un concetto facile da capire: è bello pensare che una pomata dal costo di poche decine di Euro risolva un problema grande.

In realtà, la Medicina funziona proprio secondo principi opposti: solitamente, per grandi problemi occorrono soluzioni molto energiche, e mai il contrario.

Ricorda di ciò ogni volta che vedi una pubblicità che mira a farti credere di ottenere benessere per un problema meccanico e cronico, semplicemente applicandoci sopra una crema.

Esiste qualche farmaco in grado di curare le emorroidi?

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i flavonoidi sono principi attivi ricavati da molti frutti di bosco, ad esempio i mirtilli

No, nessun farmaco può curare la causa scatenante delle emorroidi, che rimane sempre il prolasso dovuto allo sfiancamento dei tessuti di supporto dei plessi.

Esistono però ottimi farmaci, da usarsi esclusivamente su prescrizione medica, in grado di tonificare il tessuto interno delle emorroidi e contribuire, seppur entro certi limiti, alla decongestione degli stati emorroidari infiammativi.

Sono farmaci a base di flavonoidi, che la Medicina ha ormai da tempo accertato come estremamente utili, a livello squisitamente tonificante, per il trattamento degli stadi lievi di prolasso emorroidale.

Questi farmaci sono però pressoché inutili su stadi avanzati di prolasso, dove l’unica opzione sensata è quella dell’emorroidectomia oppure la terapia sclerosante con scleromousse.

Quindi che fare per guarire dalle emorroidi?

La guarigione definitiva dalle emorroidi è possibile, ma c’è solo un modo per iniziarla: eseguire una visita proctologica presso un Chirurgo Proctologo esperto e preparato.

Solo la visita proctologica, con la necessaria Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica, può stabilire l’esatto grado del prolasso, e indicare al Medico la giusta terapia adatta al paziente.

L’uso di creme, pomate, gel, prodotti da banco in generale è sostanzialmente inutile per la cura della causa principale delle emorroidi patologiche, che è e rimane sempre squisitamente meccanica.

Esistono tante terapie mediche e chirurgiche efficaci per le emorroidi patologiche, ma non si ottengono recandosi in farmacia, e neppure spalmando il prolasso con una crema.

Questo deve essere chiaro ad ogni paziente, così come deve essere chiaro una volta per tutte (anche al personale sanitario delle farmacie) che i prodotti per il trattamento sintomatico dovrebbero essere venduti con moderazione, e solo in caso di immediato bisogno.

La visita medica proctologica deve sempre essere consigliata a prescindere, prima di qualsiasi somministrazione di creme, unguenti e prodotti topici vari.

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Affidandosi alla Medicina e alla Chirurgia, secondo principi di scienza e coscienza, e non a creme o pomate sintomatiche, che non curano le cause originarie del prolasso.

La Dottoressa è prima di tutto un Medico che ha dedicato la sua intera vita alla protezione della vita stessa, e ad alleviare le sofferenze dei pazienti.

Anche, e forse soprattutto, di tutti i pazienti che si vedono costantemente denigrare il problema del prolasso emorroidario e che, spesso senza efficacia, per anni ed anni spendono soldi, tempo, dolore e fatica in trattamenti spesso del tutto inefficaci, che hanno solo lo scopo di aumentare il livello di scoraggiamento e frustrazione.

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Quindi ricorda che...
  • le emorroidi sono dei plessi vascolari formati da arterie e vene unite tra di loro e posizionati dentro il canale anale;
  • lo scopo principale delle emorroidi è irrorare di sangue tutto il canale anale e, secondariamente, contribuire alla continenza fecale;
  • vi sono tre plessi emorroidari principali: laterale sinistro, anteriore destro e posteriore destro;
  • in condizioni di normalità, le emorroidi non danno alcun problema;
  • quando le emorroidi si rigonfiano eccesivamente di sangue ed estrudono fuori dal canale anale, si parla di patologia emorroidaria;
  • le emorroidi estruse possono infiammarsi e congestionare, dando sintomi quali bruciore alla defecazione, dolore e fastidio anale, sanguinamento e prurito anale;
  • la causa univoca dell'inizio della patologia emorroidaria non è nota alla scienza, ma vi sono due teorie principali, quella meccanica e quella emodinamica, non necessariamente in conflitto tra di loro;
  • la familiarità con l'insufficienza venosa cronica è un fattore di rischio per l'inizio delle emorroidi patologiche;
  • la stipsi cronica, la gravidanza, il parto, alcuni sport o lavori usuranti o patologie croniche intestinali come la sindrome del colon irritabile possono essere fattori scatenanti dell'inizio del prolasso emorroidario;
  • stadi lievi di prolasso emorroidario possono essere efficacemente risolti con la giusta dieta e l'uso di farmaci flavonoidi e tonificanti del tessuto interno emorroidario;
  • stadi avanzati di prolasso emorroidario sono trattati con la chirurgia e l'emorroidectomia oppure con la scleroterapia con scleromousse stabilizzata;
  • non esiste in commercio una pomata topica in grado di curare la causa scatenante delle emorroidi, che rimane la degenerazione e lo sfiancamento dei tessuti di supporto dei plessi emorroidari;
  • le pomate comunemente presenti sul mercato hanno un mero effetto lenitivo e, in alcuni casi, anestetizzante, ma non sono capaci di curare le cause delle emorroidi, che rimangono meccaniche;
  • l'uso prolungato di ogni genere di crema crea, alla lunga, una sensibilizzazione della zona peri-anale, che può dare origine a violente dermatiti;
  • se si sperimentano i sintomi delle emorroidi patologiche, la cosa più sensata da fare non è quella di affidarsi a prodotti da banco, ma di rivolgersi ad un chirurgo proctologo per la necessaria visita proctologica

Avviso deontologico medico
Nota deontologica

La Proctologia, in Italia, non ha ancora una Scuola di Specializzazione riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione.

Non è quindi legalmente possibile riportare l'aggettivo 'specialista' al Medico Proctologo, poiché tale titolo accademico è riservato solo al Medico che, legalmente, ottiene un Diploma di Specializzazione.

Come branca della Medicina, la Proctologia può essere inquadrata come disciplina chirurgica, che può però allargarsi ed intendersi perfezionamento della Gastroenterologia, della Dermatologia, della Chirurgia Vascolare, dell'Oncologia, della Infettivologia e, non ultimo, anche della Ginecologia.

Questo vuol dire che la formazione del Medico che intende definirsi 'Proctologo' è effettuata prevalentemente sul campo, attraverso l'esperienza diretta e i casi clinici affrontati e risolti, nonché del continuo studio ed aggiornamento professionale.

La Dott.ssa Luisella Troyer, iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Milano, tiene dunque a precisare che ella è un Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Vascolare, e perfezionata poi Proctologo durante il suo trentennale esercizio della professione medica.

Chirurgo Vascolare Proctologo a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

domenica 11 febbraio, 2024

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata in Chirurgia Vascolare e perfezionata in Proctologia.

Sin dal suo percorso come specializzanda, la Dottoressa ha avuto a cuore lo studio e la cura delle patologie proctologiche, in particolar modo delle emorroidi e dei prolassi emorroidari.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore, di cui circa 120 di emorroidectomia Milligan-Morgan.

È uno dei primi Medici ad aver studiato e sperimentato la terapia con scleromousse per le emorroidi patologiche, che la Dottoressa ha giudicato d'elezione per il trattamento non traumatico dei prolassi emorroidari, con statistiche di risoluzione superiori al 95% e pertanto spesso comparabili con l'accesso chirurgico.

In ogni sua visita proctologica la Dottoressa utilizza, a complemento della valutazione clinica, un moderno videoproctoscopio totalmente digitale, di sua ideazione e realizzazione, in grado di catturare in tempo reale flussi video in alta risoluzione, che compone l'esame specialistico denominato Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

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Chirurgo Proctologo in centro a Milano
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