Chirurgia Plastica Mini Invasiva a Milano
I condilomi anale e le escrescenze attorno all'ano

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Strane escrescenze attorno all’ano

la condilomatosi anale e l'infezione da hpv
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Luisella Troyer - MioDottore.it
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mentre fai il bidet e la quotidiana igiene intima, senti delle strane escrescenze attorno all’ano?

la presenza di lesioni della zona peri-anale non deve essere mai sottovalutata perché, oltre a situazioni benigne (come ad esempio piccole marische o dermatofibromi), possono comunque celarsi infezioni pre-cancerose, chiamate condilomi anali.

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leggi questa pagina scritta dalla Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Proctologo, per sapere qualcosa di più sulle lesioni peri-anali che prendono il nome di condilomatosi.

Che cos’è l’infezione da Papillomavirus umano?

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delle cellule di mucosa infettate dal virus hpv viste al microscopio elettronico

il Papillomavirus umano, chiamato anche con l’acronimo inglese HPV (Human Papilloma Virus) è un virus a capsula nuda, conosciuto al momento in 16 gruppi e ben 120 tipi.

è un virus abbastanza infettivo, che si diffonde con grande facilità per contatto diretto con pelle, mucosa o superfici infette.

la carica virale necessaria al virus per propagarsi è relativamente bassa, e questo lo rende particolarmente virulento.

l’infezione da HPV è estremamente comune nella popolazione adulta: la facilità del contagio diretto e la bassa carica virale necessaria a iniziare l’infestazione lo rendono diffuso in ogni parte del pianeta, pressoché in qualsiasi condizione igienica e sociale.

dal momento che l’HPV è un virus dermatologico, che infetta proprio ‘bucando’ le difese naturali della nostra cute o della nostra mucosa, l’antigene rientra nella più ampia lista delle Malattie Sessualmente Trasmissibili, in quanto la sua proliferazione è maggioritaria (ma non esclusiva) attraverso la via venerea.

sebbene molto contagioso, il virus HPV è in larga misura innocuo per il nostro corpo: un sistema immunitario sano riesce facilmente a prevalere sul virus, debellandolo prima che esso si moltiplichi in maniera incontrollata.

solo in una piccola percentuale di casi, cioè quando il virus trova un sistema immunitario indebolito (temporaneamente o cronicamente) si ha la manifestazione sintomatica dell’infezione, che sono le comuni verruche o, nel caso di alcune tipologie ben specifiche del virus, i condilomi ano-genitali.

Cosa sono i condilomi anali?

i condilomi anali, chiamati anche verruche anali o ano-genitali, sono delle escrescenze carnose, piatte oppure acuminate, sintomo visibile dell’infezione da HPV che il sistema immunitario non è riuscito a controllare e confinare.

si possono presentare ovunque sulla cute ano-genitale e anche sulla mucosa ano-rettale, e la loro forma e il loro colorito possono variare di molto, andando da una forma piatta ad una acuminata, e dalla colorazione rosata a scura-brunastra.

in realtà, queste lesioni non sono altro che la risposta estrema del nostro sistema immunitario che, sopraffatto dal virus, tenta di isolare la minaccia spingendola verso l’esterno del corpo, cioè verso la cute, originando quindi i condilomi.

datosi che queste lesioni sono in pratica una grande quantità di virus ‘confinati’ dal sistema immunitario sotto forma di verruche superficiali, la loro infettività è estremamente elevata.

i condilomi sono considerate, a livello oncologico, delle lesioni pre-tumorali: questo perché alla lunga la presenza del virus nelle cellule della cute infetta può portare ad una degenerazione maligna dei tessuti, scatenando quindi un carcinoma.

alcuni tipi di virus sono più propensi di altri a trasformarsi in lesioni tumorali, e difatti la tipizzazione dell’infezione è, solitamente, un esame di natura istologica che è sempre suggerito al paziente in fase di diagnosi.

ecco perché, solitamente, si suggerisce sempre al paziente affetto da condilomatosi (cioè l’infezione visibile del HPV) la rimozione delle verruche anali e genitali.

Quali sono le cause dei condilomi anali?

la causa dell’insorgenza delle lesioni condilomatose è, come detto, un’infezione da HPV che il sistema immunitario non è riuscito a contenere e a debellare per tempo, prima della sua replicazione incontenibile.

ciò solitamente accade nei casi di immunodeficienza, sia provvisoria dovuta a situazioni particolari (un forte stato di stress, una cura antibiotica particolarmente pesante, una contemporanea patologia virale o batterica debilitante, una chemioterapia, ecc.), sia dovuta a patologie croniche che impattano costantemente sul sistema immunitario (ad esempio, l’infezione da HIV non adeguatamente trattata).

a livello statistico, l’insorgenza dei condilomi si ha in larga misura nella popolazione sieropositiva: si stima infatti che la sintomatologia condilomatosa possa essere additata, nella totalità dei casi noti, in un 60-80% ai pazienti affetti da virus HIV non diagnosticato o non trattato.

tuttavia, è bene specificare che il virus HPV è un tipico virus opportunistico, che può colpire in qualsiasi momento anche soggetti sani, senza patologie croniche di rilievo.

Quanto è comune il virus dell’HPV nella popolazione umana?

il virus HPV è molto comune nell’uomo, e non fa molte distinzioni di fenotipo, di sesso o di età.

a livello statistico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che almeno il 75% di tutta la popolazione umana entri a contatto, almeno una volta nella vita e durante la fase adulta, con il virus.

tuttavia, la maggior parte di queste infezioni rimane pressoché ignorata, poiché solo una minima percentuale manifesta poi i sintomi visibili, cioè i condilomi ano-genitali.

datosi che il virus del Papilloma umano si diffonde attraverso il semplice contatto, una delle vie preferenziali di contagio è proprio il rapporto sessuale, peggio se non protetto.

la mucosa ano-genitale, difatti, è particolarmente sensibile e delicata, e durante i rapporti (specie quelli anali) può facilmente micro-lacerarsi, diventando quindi una porta d’entrata preferenziale per il virus.

Consigli proctologici

Non basta l'aver contratto l'infezione da HPV per lo sviluppo dei condilomi.

Infatti, le escrescenze condilomatose si formano esclusivamente quando il virus trova un ambiente di replicazione ben più che fertile, non adeguatamente limitato dalla naturale azione del sistema immunitario.

Ciò solitamente accade in caso di immunodepressione, sia temporanea che cronica.

Una cura antibiotica particolarmente pesante e lunga, un periodo di forte stress, una cura chemioterapica oppure una cura radioterapica, oppure l'infezione cronica di un altro virus (ad esempio l'HIV) non adeguatamente trattato.

Ci sono alcune categorie di persone che sono più predisposte all’infezione da HPV?

sebbene il virus del Papilloma umano possa infettare ogni parte del corpo, anche non necessariamente la zona ano-genitale, la via sessuale è sicuramente quella preferita dal virus, anche per via della grande quantità di materiale organico che, solitamente, si scambiano i partner durante l’atto sessuale.

premesso ciò, alcuni categorie di persone sono dunque più portate a contrarre l’infezione da HPV.

Tali categorie sono:

  • Le persone senza partner fisso e con molti rapporti promiscui, oppure le coppie libere sessualmente, con frequenti rapporti promiscui;
  • Le persone omosessuali;
  • Le persone affette da infezione da HIV;
  • Le persone immunodepresse per cause secondarie (cura chemioterapica, particolari situazioni di stress emotivo, cure antibiotiche provanti, ecc.);
  • Le persone fumatrici

va ricordato però che queste categorie di persone, sebbene statisticamente più portate all’infezione da HPV, non necessariamente poi manifesteranno i sintomi della condilomatosi.

come detto in precedenza, affinché vi sia l’eruzione delle lesioni condilomatose, è necessario difatti che il sistema immunitario sia sopraffatto dal virus, e che questo dunque si replichi in maniera incontrollata.

Quali sono i sintomi dei condilomi anali?

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condiloma acuminato interno al canale anale

se l'infezione da HPV è, in larga misura, asintomatica, le lesioni condilomatose sono invece ben riconoscibili dal Medico esperto, poiché hanno delle caratteristiche peculiari.

se la loro forma è sempre frastagliata, ne esistono di due tipologie: piatte oppure acuminate.

i condilomi acuminati sono chiamati anche ‘a cresta di gallo’, per l’assonanza visiva che hanno, per l’appunto, con la cresta del pollo maschio.

la loro estensione può variare: da pochi millimetri a qualche centimetro, così come il loro colore, che può passare dal bianco-rosato allo scuro-brunastro.

la loro presenza è spesso asintomatica, e non danno generalmente fastidi, a parte quello della spiacevolezza estetica.

si possono manifestare ovunque nella zona ano-genitale: sui genitali propriamente detti (anche dentro la vagina, o sull’asta del pene), nella zona peri-anale (attorno all’ano) oppure anche dentro il canale ano-rettale, arrivando sino alla fine del retto (oltre, nell’alto intestino, non vanno).

spesso il paziente ne viene a conoscenza solo per sensibilità tattile: se le lesioni sono infatti esterne al canale anale, cioè attorno alla zona peri-anale, sono percepibili durante le normali abluzioni quotidiane.

i condilomi interni al canale anale, invece, non sono percepibili né visibili, e spesso vengono diagnosticati casualmente, in seguito ad altre indagini proctologiche.

solo una minima parte delle lesioni condilomatose da origine ad una sintomatologia infiammatoria (anite o proctite), data dall’eccessiva produzione di muco che la mucosa, per difesa contro il virus, a volte può iniziare.

questa iper-produzione di muco, in alcuni soggetti, da origine al cosiddetto ‘ano umido’, che porta a macerazione della cute peri-anale con l’inizio di dermatiti, chiamate nello specifico aniti.

Consigli proctologici

I condilomi anali sono delle vere e proprie lesioni pre-tumorali, e come tali devono essere considerati e trattati.

Non c'è garanzia che le lesioni, nel futuro, non si trasformino in qualcosa di più serio a carattere maligno, anche se il ceppo virale che le ha causate è a basso rischio.

Ecco perché la loro rimozione è sempre consigliata, e non dovrebbe essere rimandata mai per troppo tempo.

Come si diagnosticano i condilomi anali?

la diagnosi dei condilomi anali è clinica, ed è relativamente semplice per un Medico Proctologo esperto.

le lesioni esterne sono facilmente inquadrate durante la visita proctologica, mentre quelle eventuali interne sono visualizzate con un esame non invasivo a mezzo video, chiamato Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

spesso viene proposta, da Medici poco competenti, un’intera colonscopia per l’indagine interna del canale ano-rettale, ma tale esame andrebbe evitato per questa patologia, poiché la condilomatosi non si sviluppa oltre l’attaccatura del retto col sigma.

tale lunghezza (circa 12-13cm) è facilmente raggiungibile dall’esame di Videoproctoscopia, risparmiando quindi al paziente la fastidiosa preparazione della colonscopia.

Qual’è la terapia per i condilomi anali?

sebbene non sia ancora disponibile una cura antivirale specifica per l’HPV, sono disponibili invece una grande quantità di trattamenti per la rimozione dei condilomi anali.

la rimozione delle lesioni condilomatose è sempre suggerita al paziente, poiché queste neo-formazioni pre-tumorali, oltre ad essere a rischio oncologico (generalmente comunque basso, a livello statistico), sono anche una pericolo per il paziente stesso, poiché vi è sempre il rischio di auto-inoculazione, dalla parte malata ad altre parti sane del corpo.

questa auto-inoculazione può avvenire in qualsiasi momento, e quindi la rimozione dei condilomi mira anche (e soprattutto) ad abbassare la carica virale dell’infezione.

i trattamenti per i condilomi anali possono essere essenzialmente di due tipi: medici o chirurgici.

tra i trattamenti medici, l’uso topico della podofillina (un agente antitiumorale) è solitamente prescritto come applicazione veloce e a basso costo.

solo per i condilomi esterni, un trattamento molto efficace e a basso costo è l’uso della crioterapia con azoto liquido, che ha anche il pregio di non lasciare evidenti cicatrici.

anche l’uso dell’elettrobisturi o della lancia al plasma è un trattamento molto efficace per rimuovere i condilomi della zona peri-anale, senza impattare significativamente sull’estetica della zona.

per i condilomi interni al canale anale, solitamente l’accesso preferenziale è quello chirurgico.

ciò viene eseguito secondo varie tecniche, a discrezione del Chirurgo: con la lama fredda (cioè l’escissione col bisturi), oppure combinandola con la cauterizzazione tramite elettrobisturi.

qualsiasi sia la tecnica scelta, è compito del Chirurgo provvedere all’eliminazione totale di tutte le lesioni visibili, rispettando però al contempo i tessuti sani della mucosa.

È vero che i condilomi anali possono recidivare?

sì, è vero.

le recidive dopo l’asportazione delle lesioni, anche se essa è stata eseguita con tecniche d’eccellenza, sono estremamente frequenti.

questo, per un motivo semplice: il Chirurgo provvede all’eliminazione dei tessuti malati visibili ad occhio (anche con particolari ingranditori), ma non può accorgersi delle singole cellule infette.

basta quindi poco al virus, specie se l’ospite è ancora immunodepresso, per recidivare, ricominciando l’infestazione.

va tuttavia notato che, sebbene le recidive siano frequenti, alla lunga i trattamenti medici e chirurgici hanno sempre la meglio sull’infezione, anche grazie alle possibili terapie immunostimolanti (che, spesso, sono proposte al paziente durante la terapia eradicativa).

per quanto lunga, quindi, la battaglia contro i condilomi anali non deve essere considerata una perdita di tempo oppure un fattore di disturbo e stress emotivo: sul lungo periodo, porta sempre a conclusione l’eradicazione, sempre che, ben inteso, il paziente sia puntuale e solerte con gli obbligatori follow-up e controlli.

Consigli proctologici

L'eventuale recidiva dei condilomi anali (evento sempre probabile) non deve comunque scoraggiare il paziente, né farlo desistere dalla continuazione dei trattamenti.

Le recidive possono esserci ma, alla lunga, tutte le terapie riescono ad eradicare i condilomi, contando anche sull'apporto indispensabile del sistema immunitario, unica e vera cura per l'infezione da HPV.

Nel tempo, il sistema immunitario riesce sempre a sconfiggere il virus, e le terapie riescono sempre ad eradicare una volta per tutte le lesioni condilomatose, sempre che il paziente esegua i periodici controlli e il follow-up previsto dal Medico.

A chi rivolgersi nel caso si sospetti di essere affetti da condilomatosi anale?

il Medico qualificato per la diagnosi e la terapia contro i condilomi anali è il Chirurgo Proctologo, cioè lo specialista sanitario con grande esperienza nello studio e nella cura di tutte le affezioni del canale ano-rettale, inclusi i condilomi.

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Quindi ricorda che...
  • il virus del papilloma umano (HPV, human papilloma virus) è un virus dermatologico opportunistico, trasmissibile col contatto diretto delle superfici infette;
  • in un soggetto adulto e in buona salute, non fumatore, il virus dell'hpv rimane asintomatico, efficacemente controllato e debellato dal sistema immunitario;
  • solo in caso di indebolimento del sistema immunitario il virus dell'hpv può replicarsi senza controllo, dando origine alla condilomatosi;
  • i condilomi sono delle lesioni simili ad escrescenze carnose, che possono colpire qualsiasi parte della cute e della mucosa, anale, rettale e anche orale;
  • le lesioni condilomatose sono molto infette, poiché al loro interno c'è molta carica virale;
  • a livello medico, le lesioni dei condilomi sono classificate come lesioni pre-tumorali;
  • quando colpiscono la zona peri-anale e il canale anale, i condilomi sono chiamati condilomi anali;
  • i condilomi anali si sviluppano prevalentemente in soggetti immunodepressi, temporaneamente o cronicamente;
  • non è ancora disponibile una cura per l'infezione da hpv, ma sono disponibli trattamenti specifici per i condilomi anali;
  • i condilomi anali possono degenerare, seppur raramente, in neoplasie dell'ano e del retto;
  • per motivi di sicurezza, la rimozione dei condilomi anali è sempre proposta al paziente

Avviso deontologico medico
Nota deontologica

La Proctologia, in Italia, non ha ancora una Scuola di Specializzazione riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione.

Non è quindi legalmente possibile riportare l'aggettivo 'specialista' al Medico Proctologo, poiché tale titolo accademico è riservato solo al Medico che, legalmente, ottiene un Diploma di Specializzazione.

Come branca della Medicina, la Proctologia può essere inquadrata come disciplina chirurgica, che può però allargarsi ed intendersi perfezionamento della Gastroenterologia, della Dermatologia, della Chirurgia Vascolare, dell'Oncologia, della Infettivologia e, non ultimo, anche della Ginecologia.

Questo vuol dire che la formazione del Medico che intende definirsi 'Proctologo' è effettuata prevalentemente sul campo, attraverso l'esperienza diretta e i casi clinici affrontati e risolti, nonché del continuo studio ed aggiornamento professionale.

La Dott.ssa Luisella Troyer, iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Milano, tiene dunque a precisare che ella è un Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Vascolare, e perfezionata poi Proctologo durante il suo trentennale esercizio della professione medica.

Chirurgo Vascolare Proctologo a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

domenica 11 febbraio, 2024

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata in Chirurgia Vascolare e perfezionata in Proctologia.

Sin dal suo percorso come specializzanda, la Dottoressa ha avuto a cuore lo studio e la cura delle patologie proctologiche, in particolar modo delle emorroidi e dei prolassi emorroidari.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore, di cui circa 120 di emorroidectomia Milligan-Morgan.

È uno dei primi Medici ad aver studiato e sperimentato la terapia con scleromousse per le emorroidi patologiche, che la Dottoressa ha giudicato d'elezione per il trattamento non traumatico dei prolassi emorroidari, con statistiche di risoluzione superiori al 95% e pertanto spesso comparabili con l'accesso chirurgico.

In ogni sua visita proctologica la Dottoressa utilizza, a complemento della valutazione clinica, un moderno videoproctoscopio totalmente digitale, di sua ideazione e realizzazione, in grado di catturare in tempo reale flussi video in alta risoluzione, che compone l'esame specialistico denominato Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

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