Chirurgia Plastica Mini Invasiva a Milano
Il prurito continuo all’ano: da cosa è causato?

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Il prurito continuo all’ano

l'esigenza insopprimibile di grattarsi l'ano
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Luisella Troyer - MioDottore.it
Proctologo in centro a Milano

soffri di un prurito continuo ed invalidante all’ano? Il pizzicore e il bruciore, uniti al prurito, non ti danno tregua né sollievo, e ti impediscono anche di riposare serenamente la notte?

il prurito anale è una delle condizioni proctologiche più invalidanti, spesso completamente ignorate e sottostimate, fino a quando non diventano un serio ostacolo alla comune vita quotidiana.

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leggi questa pagina per scoprire da cosa può essere causato un prurito continuo all’ano, e quello che può essere fatto per risolverlo.

Che cos’è il prurito anale?

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il prurito anale è inteso, in Medicina, come un irrefrenabile istinto che porta al grattarsi l’ano o la zona perianale, spesso riferito dai pazienti come impellente e improcrastinabile.

questo bisogno di grattarsi, se non opportunamente trattato, alla lunga arriva a minare profondamente la qualità di vita dei pazienti, e questo lo porta ad essere una delle condizioni proctologiche più invalidanti, assieme alle emorroidi patologiche.

sebbene spesso abbia tutti i tratti di una patologia a sé, è doveroso ricordare che il prurito anale non è una malattia nel senso classico del termine, ma piuttosto deve essere visto come un sintomo.

la causa originaria del prurito, quindi il problema a monte, è la malattia vera e propria, che il Medico Proctologo ha il dovere di indagare e diagnosticare.

Ci sono diversi tipi di prurito anale?

sì, a livello clinico il prurito anale è classificato in due categorie distinte:

  • Il prurito anale idiopatico;
  • Il prurito anale secondario

il prurito anale idiopatico è un prurito le cui motivazioni patologiche sono difficili o impossibili da spiegare, e che dunque non ha un’origine certa a livello fisiologico.

si tratta della tipologia di prurito più complicata da trattare, che spesso risulta impossibile da debellare completamente.

il prurito anale secondario, come del resto il nome lascia intuire, è invece un prurito anale che è un sintomo di una patologia a monte.

è dunque possibile identificarne specifiche cause che, una volta trattate e risolte, determinano anche la scomparsa del sintomo, ovverosia il prurito.

Quali sono le possibili cause del prurito anale secondario?

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l'anite, cioè l'infiammazione del canale anale e dell'orifizio anale, è una delle cause più comuni del prurito anale

il prurito anale non idiopatico, cioè che ha delle precise cause patologiche, è un vero e proprio sintomo, la cui natura è proctologica, legata ad una specifica affezione oppure, comunque, una condizione alterata della zona ano-rettale.

tra le tante cause proctologiche che possono portare al prurito anale, dobbiamo necessariamente citare le più comuni:

tutte queste condizioni patologiche portano, alla lunga, ad un’iper-produzione di muco e a quella condizione derivata chiamata ‘ano umido’, che causa a sua volta una macerazione della cute perianale e della mucosa anale, portando quindi a flogosi e al prurito.

il prurito anale dovuto ad una dermatite (un’anite o una proctite) è una condizione molto comune, e statisticamente risulta un 20% dei casi totali di prurito anale.

a queste cause più comuni, bisogna poi associare le possibili infezioni batteriche o micotiche (come ad esempio la candidosi) che, spesso, possono aggiungersi ad una patologia già in essere, aggravandone il quadro clinico e peggiorando dunque il prurito anale.

negli ultimi decenni, con l’avvento dei detergenti intimi a basso costo, di produzione industriale e, spesso, di qualità discutibile (comparabili per poco denaro anche nei supermercati) si è assistito ad un rapido aumento dei casi di dermatite anale e perianale, dovuta all’irritazione chimica proprio per l’uso di questi detergenti non idonei.

tale condizione spesso è peggiorata dalle abitudini (sbagliate) di molti pazienti, che eccedono nei lavaggi quotidiani causando un assottigliamento del normale film idrolipidico della cute perianale, con conseguente inizio delle dermatiti, e di conseguenza il prurito.

non va poi dimenticato l’uso che alcune persone ancora fanno di indumenti con fibra sintetica (come il nylon), con tessuti colorati o lavati con detersivi ed ammorbidenti che, nei soggetti predisposti e particolarmente sensibili, possono dare inizio ad irritazione e dermatiti.

Alcune condizioni patologiche o temporanee possono favorire il prurito anale?

sì, vi sono casi accertati di patologie o situazioni di immunodeficienza temporanea che possono favorire l’insorgenza del prurito anale.

tra queste, la psoriasi ad esempio è una condizione che, affliggendo essenzialmente tutta la cute, può espandersi anche nell’area peri-anale, dando origine al prurito.

condizioni di immunodeficienza temporanea, come ad esempio pazienti sotto lunga cura antibiotica che non hanno integrato gli opportuni fermenti lattici durante la terapia, possono manifestare un aumento del parassita della candida (normalmente presente nei nostri genitali e nella zona perianale), con inizio di candidosi e conseguente prurito anale.

tra le infezioni batteriche occasionali, si ha certezza del prurito anale causato dal Corynebacterium minutissimum, del Carbonchio da stafilococco, dal Pseudomonas e dal Trichomonas.

anche l’infezione da Herpes Simplex genitale può dare frequenti episodi di prurito anale, così come quella dal mollusco contagioso (causata dai virus della famiglia Poxiviridae).

per ciò che concerne il prurito anale idiopatico, cioè non afferente a nessuna condizione patologica nota, è opinione della letteratura considerare questa affezione come un disturbo psicologico, favorito da particolari condizioni sociali o familiari.

Quali sono i sintomi del prurito anale?

il prurito anale è già di per sé un sintomo, che si manifesta come un bisogno irrefrenabile di grattarsi l’ano o la zona peri-anale.

dpesso, a questo impulso violento è associato anche bruciore e sensazione di punture di spillo, che aggravando il disturbo.

non è infrequente che i pazienti che soffrono di prurito anale sperimentino momenti di quiete seguiti da momenti di violenta recrudescenza, spesso in diretta correlazione con l’evoluzione della patologia che, a monte, è la causa del prurito anale.

Qual’è la diagnosi del prurito anale?

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con la videoproctoscopia elettronica è possibile indagare con precisione su tutto il canale ano-rettale, individuando lesioni anche microscopiche, che potrebbero portare al prurito anale

la diagnosi del prurito anale viene effettuata dal Medico Proctologo, e richiede una perfetta anamnesi del paziente e un altrettanto perfetto inquadramento eziologico.

datosi che il prurito anale è sempre un sintomo di una patologia pregressa, è dunque essenziale, per il Medico, capire l’origine e la natura di questa affezione, poiché risolvendo quest’ultima, giocoforza, si risolverà anche il prurito anale.

l’anamnesi deve essere davvero scrupolosa: la storia clinica del paziente va accuratamente scandagliata, poiché spesso, è proprio in essa che vi è la radice del problema.

va accuratamente ponderata l’alimentazione del paziente, le sue abitudini di vita, la sua attività gastrointestinale, la sua eventuale regolarità o meno nella defecazione, le sue pregresse patologie ginecologiche, proctologiche o anche psichiatriche.

vanno inoltre acquisite le informazioni sulle abitudini sessuali, su quelle igieniche, sul tipo di biancheria intima indossata e sul tipo di asciugamani utilizzati per la pulizia.

l’anamnesi è poi seguita dalla visita proctologica, con l’ispezione visiva dell’area peri-anale seguita, nel caso delle pazienti donne, anche da un’ispezione ginecologica.

la visita proctologica si completa con l’esame della Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica dove, per mezzo di un tubo proctoscopio collegato ad una videocamera in alta risoluzione, il Medico Proctologo va ad ispezionare tutto il canale ano-rettale, alla ricerca di lesioni o anomalie scatenanti il prurito anale (come ad esempio proctiti, emorroidi patologiche o ragadi).

Consigli proctologici

L'ano è una zona altamente vascolarizzata ed innervata del corpo umano, e questo fa sì che sia particolarmente sensibile e delicata.

Qualsiasi lesione, anche la più piccola, può dare origine ad un'infiammazione che può portare, di conseguenza, il prurito anale.

Ecco perché l'esatta diagnosi del problema a monte del prurito anale è imprescindibile per la sua risoluzione.

Qual’è la terapia per il prurito anale?

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l'esame della videoproctoscopia è necessario per stabilire la condizione interna del canale anorettale

la terapia per il prurito anale è direttamente correlata alla causa della sua origine.

essenzialmente, la terapia è dunque quella mirata a risolvere la radice del problema, poiché il prurito anale è, come detto, un sintomo e mai la causa.

nel mentre viene attuata la terapia risolutiva dell’origine del prurito, è comunque importante mantenere la zona anale e peri-anale pulita e asciutta, dando adeguata importanza all’idonea igiene anale.

devono essere usati speciali detergenti delicati, la zona deve essere agiugada non stronfinando, ma tamponando con soffici asciugamani in puro cotone non colorato, va evitata un’igiene intima troppo frequente o troppo aggressiva in generale.

le pomate lenitive a base di cortisone devono essere prescritte solo in specifici casi, e comunque mai per lunghi periodi di tempo.

nei casi gravi di prurito anale che arrivano ad inficiare sul sonno notturno, è possibile prescrivere dei sedativi per consentire il necessario riposo.

tutte queste accortezze o prescrizioni, vale la pena ricordarlo, devono però essere abbinate alla contemporanea risoluzione della patologia che è la causa del prurito anale.

nei casi di prurito anale idiopatico, il trattamento d’eccellenza, ormai utilizzato come prima linea, è quello psicologico.

a ciò, nei casi molto gravi, è possibile associare trattamenti che, essenzialmente, distruggono la terminazione nervosa peri-anale (a livello temporaneo), donando tempo prezioso che consente allo Psicologo oppure al Medico Psichiatra di indagare sulle cause del disturbo psico-somatico.

Qual’è il Medico a cui bisogna rivolgersi nei casi di prurito anale?

il Medico ben formato e competente proprio nelle affezioni del canale ano-rettale e con profonda esperienza in tutte le patologie che possono affliggere l’ano o la zona peri-anale è il Medico Proctologo.

è proprio questo Medico (solitamente, un Chirurgo) che è dotato, oltre che della giusta esperienza, anche dei giusti macchinari elettro-medicali idonei per diagnosticare le possibili cause del prurito anale.

la visita proctologica eseguita da un Medico Proctologo è dunque il primo passo, necessario, per affrontare serialmente il prurito anale, ed intraprendere dunque la strada che porta alla guarigione.

Sei di Milano e soffri di prurito anale? Contatta la Dott.ssa Luisella Troyer

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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare perfezionata come Proctologo, con competenze di alto livello da oltre vent’anni nelle patologie che affliggono il retto e l’ano.

nel suo studio di Milano, in Via della Moscova, la Dottoressa potrà aiutarti a capire le origini del tuo prurito anale, anche avvalendosi di strumentazione digitale all’avanguardia, come la Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

se sperimenti un fastidioso prurito anale che sta pesantemente influenzando la tua qualità di vita, chiama dunque la Dott.ssa Luisella Troyer, e prenota ora una visita proctologica specialistica.

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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare, perfezionata in Proctologia e Colonproctologia, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via della Moscova, 60.

nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare e Colonproctologia, per diagnosticare e risolvere problemi proctologici come:

nello studio, la Dottoressa effettua anche trattamenti mini-invasivi, come la cura delle emorroidi prolassate con l'innovativa scleromousse stabilizzata ad aria sterilizzata.

Per le sue diagnosi e le visite proctologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer utilizza l'eccellenza della tecnologia diagnostica, come il moderno videoproctoscopio in alta definzione, per la Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

lo studio Salus Mea dove visita la Dott.sa Luisella Troyer è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM2 (Linea Verde) fermata Moscova.

se vuoi raggiungere lo studio in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).

se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale o Porta Garibaldi, prendere la linea MM2 (Linea Verde), e scendere alla fermata Moscova.

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Quindi ricorda che...
  • il prurito anale è quel bisogno, spesso riferito come incontenibile, di grattarsi l'ano e la zona peri-anale;
  • il prurito anale è sempre un sintomo, e mai una patologia di per sé;
  • sintetizzando, vi sono due tipi di prurito anale: quello idiopatico e quello secondario;
  • molte patologie proctologiche possono portare come sintomo quello del prurito anale;
  • l'incontinenza fecale e l'ano beante, con la continua emissione di feci e gas intestinale, possono causare intensa dermatite, con conseguente prurito anale;
  • l'anite e la proctite hanno come sintomo principale proprio quello del prurito anale;
  • le emorroidi prolassate spesso hanno come sintomo il prurito anale;
  • per curare il prurito anale è necessario individuare la sua causa scatenante

Avviso deontologico medico
Nota deontologica

La Proctologia, in Italia, non ha ancora una Scuola di Specializzazione riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione.

Non è quindi legalmente possibile riportare l'aggettivo 'specialista' al Medico Proctologo, poiché tale titolo accademico è riservato solo al Medico che, legalmente, ottiene un Diploma di Specializzazione.

Come branca della Medicina, la Proctologia può essere inquadrata come disciplina chirurgica, che può però allargarsi ed intendersi perfezionamento della Gastroenterologia, della Dermatologia, della Chirurgia Vascolare, dell'Oncologia, della Infettivologia e, non ultimo, anche della Ginecologia.

Questo vuol dire che la formazione del Medico che intende definirsi 'Proctologo' è effettuata prevalentemente sul campo, attraverso l'esperienza diretta e i casi clinici affrontati e risolti, nonché del continuo studio ed aggiornamento professionale.

La Dott.ssa Luisella Troyer, iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Milano, tiene dunque a precisare che ella è un Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Vascolare, e perfezionata poi Proctologo durante il suo trentennale esercizio della professione medica.

Chirurgo Vascolare Proctologo a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

domenica 11 febbraio, 2024

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata in Chirurgia Vascolare e perfezionata in Proctologia.

Sin dal suo percorso come specializzanda, la Dottoressa ha avuto a cuore lo studio e la cura delle patologie proctologiche, in particolar modo delle emorroidi e dei prolassi emorroidari.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore, di cui circa 120 di emorroidectomia Milligan-Morgan.

È uno dei primi Medici ad aver studiato e sperimentato la terapia con scleromousse per le emorroidi patologiche, che la Dottoressa ha giudicato d'elezione per il trattamento non traumatico dei prolassi emorroidari, con statistiche di risoluzione superiori al 95% e pertanto spesso comparabili con l'accesso chirurgico.

In ogni sua visita proctologica la Dottoressa utilizza, a complemento della valutazione clinica, un moderno videoproctoscopio totalmente digitale, di sua ideazione e realizzazione, in grado di catturare in tempo reale flussi video in alta risoluzione, che compone l'esame specialistico denominato Videoproctoscopia Endoscopica Elettronica.

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